2.2.3.5. Giorgianni Salvatore
E’ nato a Messina il 15 ottobre 1964. Ha dichiarato al dibattimento (escusso alle udienze del 25-10-1996, 28-10-1996, 29-10-1996, 4-11-1996) di aver iniziato a collaborare con la giustizia nell’ottobre del 1993, mentre era detenuto, spinto da motivi di risentimento nei confronti del capo SPARACIO Luigi (udienza del 25-10-1996: “mentre le persone erano in galera qualcuno fuori si arricchiva; poi dal 1992 in poi il capo dell’associazione non ha fatto pervenire niente a me, per questo motivo ho deciso di collaborare”), oltre che dalla volontà di cambiare vita. Ha affermato di essere stato sin dal 1981 amico e, successivamente, socio in affari illeciti di D’ARRIGO Marcello . Questi, abitante nel villaggio Aldisio di Messina, poteva contare su un gruppo di persone a lui vicine e svolgeva attività illecite dapprima in accordo con il ben più potente gruppo capeggiato da LEO Giuseppe, che in quello stesso quartiere aveva il suo centro operativo, poi in contrasto con questo e “organicamente vicino” a CAVO’ Domenico e PIMPO Salvatore. GIORGIANNI ha affermato, però, che egli personalmente interruppe totalmente i rapporti con i componenti del clan “LEO” solo a seguito dell’attentato compiuto nei suoi confronti da alcuni affiliati di detto clan e risalente al novembre 1986. Dopo la morte di CAVO’ Domenico, avvenuta il 1-3-1988, CAMBRIA Placido e SPARACIO Luigi , che avevano formato un gruppo antagonista a quello del LEO, convocarono il D’ARRIGO e realizzarono con questo un’alleanza che fece confluire anche le persone a lui vicine, come GIORGIANNI Salvatore , nelle fila del clan “SPARACIO - CAMBRIA” e poi, alla morte di CAMBRIA Placido, del clan “SPARACIO”. All’interno di quest’ultimo clan il GIORGIANNI si occupò delle più diverse attività illecite, quali rapine, estorsioni, traffico di stupefacenti, e si rese responsabile di numerosi fatti di sangue, come l’omicidio di SARNATARO Sabatino, l’omicidio di tale CAMINITI, l’omicidio di tale GIANNETTO, l’omicidio di tale LA ROSA, il tentato omicidio di VENUTO Giuseppe , il tentato omicidio di LEO Giuseppe, fatti per i quali ha ammesso la propria colpevolezza. Dal 29-5-1987 al 23-12-1987 fu detenuto nel carcere di Messina e successivamente si rese latitante fino all’11-4-1990, trovando rifugio in immobili messi a disposizione dallo SPARACIO, dove visse insieme a TRISCHITTA Pietro , LENTINI Stellario , ARNONE Umberto, anch’essi latitanti (circostanza confermata da tutti i soggetti appena nominati).