2.2.3.9. Romeo Carmelo

E’ nato a Messina il 15 novembre 1962. Il 7-3-1995, nel corso di un colloquio investigativo con il Pubblico Ministero, esternava la volontà di collaborare con la giustizia e consegnava un foglio manoscritto nel quale confessava i reati ascrittigli (tali circostanze si desumono dal contenuto della sentenza emessa a suo carico dal G.U.P. del Tribunale di Messina in data 21-2-1997, divenuta irrevocabile il 7-4-1997, che ha condannato il ROMEO  per il ferimento del giornalista LICORDARI Girolamo, avvenuto a Messina il 20-6-1987). Ha dichiarato (escusso alle udienze dell’11-6-1996, 21-6-1996, 24-6-1996, 11-10-1997, 20-10-1997) di aver fatto parte dalla metà del 1986 del gruppo capeggiato da MARCHESE Mario . La sua affiliazione avvenne tramite INSANA Romualdo , amico occasionalmente incontrato, il quale lo introdusse nel gruppo malavitoso del quale lo stesso faceva parte, facendogli conoscere dopo qualche tempo, nell’autunno del 1986, il capo, MARCHESE Mario , al quale lo presentò come persona di cui “poteva fidarsi”. Dichiara, però, di aver attivamente operato in favore del gruppo solo dal dicembre 1986. Quando le redini del clan furono prese da CAVO’ Domenico, instaurò un buon rapporto personale con quest’ultimo, del quale divenne figlioccio, avendolo avuto quale padrino di cresima (circostanza che trova conferma nel certificato di cresima acquisito in atti - vedi cartella dei documenti acquisiti dopo l’ordinanza del 19-7-1997).   Dopo la morte del CAVO’, nel marzo 1988, temendo per la propria vita, col consenso di PIMPO Salvatore e di CAMBRIA Placido si allontanò da Messina, andando a vivere a Padova, e si distaccò da tutti i gruppi criminali. Non fece più ritorno nella città natale se non in occasione del suo arresto, avvenuto nel 1989 per un’estorsione in precedenza compiuta al bar MADISON. Fu prima ristretto in carcere e poi detenuto agli arresti domiciliari a Messina (arrestato il 29-6-1989, ristretto agli arresti domiciliari il 20-7-1989, scarcerato il 13-11-1989 - vedi tabulato D.A.P.), ma appena libero tornò a vivere a Padova, confermando la sua precedente scelta di vita.