2.2.3.23. Castorina Pasquale

E’ nato a Messina il 4 marzo 1953. Ha riferito (escusso alle udienze del 20-5-1996, 24-5-1996, 27-5-1996) che iniziò a collaborare con la giustizia nel 1995. Venne condannato quale affiliato al clan “COSTA” all’esito del maxiprocesso cosiddetto “dei 290”.  Subì lunghi periodi di detenzione, essendo stato ristretto in carcere dal 1979 al febbraio 1987 (arrestato il 19-9-1979 e scarcerato il 26-2-1987 - vedi tabulato D.A.P.), essendo stato nuovamente arrestato per un breve periodo nel dicembre 1987 (dal 10-12-1987 all’11-1-1988) e infine, ancora, nel gennaio 1992 (il 13-1-1992) dopo un periodo di latitanza che si protraeva dal maggio 1991. Ha dichiarato di essere stato a capo di un gruppo criminoso che raccoglieva persone provenienti dal quartiere Minissale di Messina e operante nell’ambito del clan “COSTA” al cui interno egli rivestì un ruolo di rilievo. Assistette ai contrasti maturati in carcere all’interno del clan “COSTA” durante il dibattimento del maxiprocesso “dei 290” ed alla successiva emarginazione di COSTA Gaetano , del quale egli era figlioccio. Fu proprio per i suoi stretti rapporti con il COSTA che, quando venne scarcerato nel febbraio 1987, fu lasciato fuori dai gruppi che si vennero formando dalla disgregazione della vecchia associazione. Fu sempre molto legato a DI BLASI Domenico, personaggio di rilievo del clan “COSTA”, sul cui appoggio, tuttavia, non poté contare finché questi si trovò in carcere. Quando il DI BLASI venne liberato nel 1989 egli iniziò a frequentare, insieme a quest’ultimo, SPARACIO Luigi , del cui gruppo criminoso entrò a far parte organicamente alla morte del DI BLASI, avvenuta nel 1991. Il maresciallo GATTO Biagio, escusso come teste all’udienza del 13-11-1995, ha riferito che quando CASTORINA Pasquale iniziò il rapporto di collaborazione con la giustizia, questi fece ritrovare delle armi e precisamente due mitra, una pistola, cinque chili di esplosivo, micce e cartucce varie, custoditi sotto terra nel giardino di casa.