2.2.3.26. Ventura Salvatore
E’
nato a Messina il 22 maggio 1963. Venne condannato sia nel processo cosiddetto
“dei 69” che nel processo “dei 290” quale affiliato ad un’associazione
per delinquere denominata clan “COSTA”. Ha dichiarato (escusso alle udienze
del 29-5-1996 e del 3-6-1996) che fu a lungo detenuto e, in particolare, fu ininterrottamente ristretto in
carcere dal 1982 (quando venne arrestato il 27-12-1982 - vedi tabulato
D.A.P.) al 1989, quando, non rientrato da
un permesso (concessogli il 9-2-1989), si
rese latitante per alcuni mesi (fino al 9-7-1989, quando venne nuovamente
arrestato - vedi tabulato D.A.P.). Nel
febbraio 1995, nel corso del dibattimento per un processo a suo carico tenutosi
davanti al Tribunale per i Minorenni di Messina, relativamente a fatti
originariamente oggetto del presente procedimento e successivamente stralciati,
espresse la volontà di collaborare con la giustizia. Ha dichiarato di essersi
reso responsabile di gravi delitti di sangue e di aver fatto parte di un gruppo
criminoso diretto da LEO Giuseppe, che operò sin dai primi anni ottanta
all’interno della più ampia associazione capeggiata da COSTA Gaetano
e
che poi, intorno al 1986, si rese indipendente da questa. Egli fu, anzi, tra i
primi a seguire il LEO quando questi, tra il 1982 ed il 1983, all’interno del
carcere, a causa di contrasti insorti con altri personaggi appartenenti al clan
COSTA, prese la decisione di rendere visibile il suo dissenso trasferendosi
insieme ad un gruppo di persone, come VALVERI Sebastiano, del quale il VENTURA
era figlioccio, MANCUSO Giorgio
, i fratelli PANTO’ Nunzio
e
Pietro
, al primo piano del reparto
“cellulari”. I rapporti con il LEO, tuttavia, si incrinarono dopo il 1989 e
alla morte di quest’ultimo egli si avvicinò al gruppo di SPARACIO Luigi
.